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martedì 27 febbraio 2018

#Eventi: Presentazione "Un ragazzo normale" di Lorenzo Marone

Nella suggestiva cornice del Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, si è svolta la presentazione esclusiva di "Un ragazzo normale", il nuovo romanzo di Lorenzo Marone.
Ringrazio la Feltrinelli per aver dato a me, e ad altre colleghe blogger, la possibilità di dialogare con l'autore e di leggere il romanzo in anteprima.



La prima cosa che mi colpisce è la Mehari di Giancarlo, che con il suo verde vivo sembra occupare tutta la sala. Sarà per la carrozzeria ancora lucida, sarà per quel colore così audace, ma pare che l'auto possa mettersi in moto da un momento all'altro, un mezzo di vita dove è andata in scena la morte. Quella è l'auto dell'agguato, dove Giancarlo Siani è stato assassinato, ma è anche la macchina che impariamo a conoscere nel romanzo di Lorenzo Marone, in cui Giancarlo, Mimì e il gatto Baaghera discuteranno di musica e di super poteri.

"Il ragazzo normale", dice Lorenzo Marone, "è Mimì. Un ragazzino fissato con i classici, che impara a servirsi della parole pur appartenendo a una famiglia popolare, in cui la cultura non ha tutto questo risalto. Per questo Mimì prova ad attirare l'attenzione ed è alla ricerca di un modello, che non trova nella cerca familiare."
Ed è in questo frangente che lo scrittore "incontra" Giancarlo Siani, all'interno di una mostra a lui dedicata, dove sono esposti scatti fatti dai suoi amici. Giancarlo, un ragazzo pronto al sorriso, un giovane precario con la passione per il proprio lavoro e l'ostinazione di un professionista.
Lorenzo Marone ha finalmente trovato il modello giusto per Mimì, un ragazzo normale per un ragazzo normale.

Immagine tratta da Wikipedia

Mimì crede che il mondo abbia bisogno di supereroi, come Spiderman, perché sono gli unici in grado sconfiggere il male e riportare un po' di equilibrio in un mondo in disordine. Supereroi che assomigliano un po' a Giancarlo, perchè lui lavora con la parola scritta (che, in effetti, è un'arma potente) e lotta contro i cattivi, così cattivi che nella famiglia di Mimì non vanno neanche nominati.
Mimì, un ragazzo normale che però viene percepito come "strano" da una famiglia che non comprende i suoi termini desueti, da sua sorella che cerca di insegnargli a mentire di tanto in tanto, dal suo amico Sasà che però lo accetta com'è, perchè l'amicizia è anche questo. Nella sua ricerca di super poteri psichici e super eroi Mimì imparerà la straordinarietà della normalità. Dell'essere una persona normale che compie una buona azione, dell'essere un giovane impegnato nel proprio lavoro, senza chiudere gli occhi e malgrado la paura. "Perchè i veri superpoteri non hanno a che fare con la magia, ma con le persone, con le loro relazioni, con la qualità dei legami che riescono a stringere."

Lorenzo Marone e Ricciarda Barbieri

L'editor che ha curato il romanzo, Ricciarda Barbieri, ci tiene a sottolineare che "Il talento di Lorenzo sta nell'inventare sempre personaggi nuovi, è uno che non si siede mai."
E infatti, come hanno fatto notare altre blogger presenti, questo romanzo presenta forti novità rispetto agli altri titoli di Lorenzo Marone (ricordiamo "La tristezza ha il sonno leggero" e "Magari domani resto").
A differenza dei precedenti romanzi dell'autore, la famiglia di Mimì non è disfunzionale, ma è una famiglia all'antica, popolare, che Mimì attacca per quella leggerezza nel vivere ma che, una volta cresciuto, scoprirà essere invece un dono.
"Un ragazzo normale" è un inno all'amicizia e alla famiglia "normale". La mamma con il vestito buono che non indossa mai, il padre che fugge su un terrazzo per una sigaretta, la nonna con la sua filosofia semplice, intrisa di tradizioni ed esperienza. La passione politica di un nonno un po' misterioso, gli anni ruggenti e ribelli di sua sorella maggiore, la migliore interprete degli anni '80, di Madonna, le musicassette e i leggins fucsia fluo.
Questo romanzo è anche un omaggio all'adolescenza "la fase della vita in cui si espande, in cui si vive un'emozione continua". Il momento di crescita e di formazione, in cui il mondo si vede ancora con uno sguardo ingenuo, lo sguardo di Mimì, ma anche quello dell'autore, che è vissuto a pochi passi da dove è ambientato il romanzo e che, forse, ha messo tra la pagine anche qualche ricordo oltre a tanta fantasia.

La Mehari di Giancarlo Siani

"Un ragazzo normale"è appena uscito in libreria ma, io e altre blogger, abbiamo avuto il piacere di leggerlo in anteprima e di discuterne con l'autore e con l'editor. La discussione è stata molto animata, ognuna di noi aveva qualche curiosità da soddisfare o qualche riflessione da condividere.
In particolare su Napoli, che è uno sfondo ideale per una storia, ma anche una realtà difficile che "ha sempre bisogno di facce buone", dove la criminalità fa forse più rumore di chi lavora per combatterla, di persone come Siani che, nella loro normalità, hanno compiuto gesti importanti. Una Napoli che è il palcoscenico prediletto per i personaggi di Marone, che non immagina di trapiantare i propri protagonisti in giro per l'Italia "a meno che non mi ci portino loro" (ma la sua espressione è già piuttosto dubbiosa).
E poi i giovani, quelli come Sasà e Mimì, sfaccendati, forse in cerca di modelli (anche sbagliati), ma che probabilmente hanno "perso il gusto per le storie", più che per i libri, "perchè sono le storie che aiutano a crescere".

E, probabilmente, anche "Un ragazzo normale" è una di quelle storie che può aiutare a crescere. Troverete presto la recensione sul blog, ma vi anticipo che consiglio questo romanzo ai ragazzi, magari nelle scuole, per chi si affaccia al mondo avendo ancora "uno sguardo ingenuo".

1 commento:

  1. Articolo interessante e molto sentito. Brava, Sveva!

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