martedì 22 agosto 2017

Recensione: "Lontano da te" di Romina Casagrande

Ciao lettori,
siete ancora in vacanza o siete già tornati al solito tran-tran?
Io mi sto concedendo gli ultimi istanti di riposo, prima di un settembre decisamente impegnativo. Bando alla ciance, e recuperiamo un po' di romanzi arretrati.
Se siete appassionati dei Preraffaelliti o delle drammatiche vicende della seconda guerra mondiale, dovete leggere questa recensione!

Genere: Narrativa
Pagine: 200
Formato: Cartaceo
Prezzo: 15,00
Editore: Arkadia
Link all'acquisto: Amazon
Trama:
Sofia, poco più di vent'anni, vive a Londra con la consapevolezza di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata: un buon lavoro e un uomo che ama. Eppure, tra le pagine del suo diario, aleggiano un'ombra e un ricordo, scaturiti da una fotografia. È questo l'unico elemento che la tiene ancora legata alla sua amata Toscana. In quell'immagine, un volto: quello di Bianca. Così diversa e al contempo simile a lei. E sarà proprio il desiderio di incontrare di nuovo sua sorella a riportarla nella natia Siena, nel tentativo di comporre il suo «quadro vivente», la trasposizione dell'Ophelia di J.E. Millais, basandosi sulle fattezze di Bianca che somiglia così tanto alla musa originale dell'artista, la grande Elizabeth Siddal. Giunta a Siena, si troverà immersa in un'avventura dalle mille sfumature, che la porterà a incontrare personaggi misteriosi come Moses, a interrogarsi sul passato e accadimenti che l'hanno strappata alla sua terra. Un percorso difficile, in cui tenterà di riconquistare anche la fiducia di Bianca. Ma prima dovrà affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.




La seconda guerra mondiale vista da un bambino, l'oggi vissuto da una ragazza che non sa perdonarsi. Moses e Sofia due personaggi apparentemente lontanissimi, quasi inconciliabili in uno stesso istante, che invece si ritrovano al Peonia, tra le colline toscane e i segreti del passato.
"Lontano da te", il romanzo di Romina Casagrande, ha un incipit intenso, crudele, in uno spaccato del terzo Reich che travolge la placida esistenza di un ricco bambino ebreo e di quel suo amico meno fortunato, meno abbiente, ma molto più informato sui pericoli che incombono anche lì, in quella casa lussuosa e piena di quadri.

E poi, e poi l'autrice ci risospinge nel presente. In una Londra moderna dove Sofia, una ragazza italiana, sembra ossessionata dal quadro di Millais, da un "Ofelia" troppo simile a una sorella lontana, relegata in un passato dal quale fuggire o forse tornare.

E così il bambino ebreo, ormai anziano, e la giovane Sofia si ritrovano entrambi al Peonia, un B&B toscano. Stringono un'amicizia strana, zoppicante come il vecchio Moses, eppure salda come quella di chi affronta la stessa difficoltà. Il demone di entrambi è il passato. Quello di Moses è privo di risposte, ma colmo del dolore inspiegabile della guerra e inspiegato delle vicende umane, singole, di genitori perduti e di un amico scomparso nel nulla.
Sofia, invece, conosce ogni maledetto dettaglio del proprio passato. Una vita spezzata per sempre e altre due mandate in frantumi. Un ragazzo abbastanza bello da far innamorare due sorelle: Sofia e la piccola Bianca, così eterea da apparire come la Siddal nell'Ofelia.

Tragedie, enormi e più piccole, più private, ma capaci egualmente di scavare nell'esistenza dei protagonisti, di farli dibattere tra le pagine per trovare le proprie strade, verso un finale da scegliere consapevolmente e non farsi scorrere addosso. Verso un finale in cui ritrovare chi è stato lontano.

"Lontano da te" mi aveva catturata per la trama avvincente. Amo i Preraffaelliti e le storie con doppi piani temporali e/o due vicende che si intrecciano sono le mie preferite. Come potevo farmelo scappare?
Devo ammettere, però, che le premesse non sono state del tutto mantenute.
Il ritmo è buono, i protagonisti sono intensi, le loro storie toccanti, ma manca quella profondità necessaria per rendere la storia indimenticabile. Soprattutto per ciò che riguarda il rapporto tra Sofia e Bianca, si avverte la mancanza di qualcosa, c'è poca passione tra loro. Nemmeno i preraffaelliti sono "utilizzati" molto, i loro quadri restano a margine, l' "Ofelia" appare e scompare, senza che la confraternita riesca a legarsi indissolubilmente ai protagonisti del romanzo.
Commovente, invece, la vicenda di Moses e interessanti, sfaccettati, i colleghi di Sofia, Win e Lydia. Ho avuto l'impressione che il materiale per un ottima storia ci fosse tutto, ma che l'autrice avrebbe dovuto osare un po' di più.

1 commento:

  1. Lo sto leggendo proprio in questi giorni e per adesso mi sta piacendo. Anche io amo i Preraffaelliti e sono stata subito incuriosita dai riferimenti al quadro di Millais.

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