mercoledì 2 novembre 2016

Tu sei me: lo strano caso dei personaggi che ci assomigliano troppo

Tu sei me: lo strano caso di personaggi che ci assomigliano troppo. 


Vi è mai capitato di cominciare a leggere un romanzo con la speranza di dimenticare qualche difficoltà? Credo proprio di sì.
Ma vi è capitato anche di lasciare il romanzo perché il personaggio principale sembra il vostro sosia?

Vi racconto quel che è successo a me...


Era una giornata non particolarmente favorevole, una di quelle in cui non ho solo Saturno contro, ma l'intero sistema solare.

Uno di quei giorni in cui la mia camera da letto è un casino, ma il vero disordine ce l'ho dentro. Il cuore è sceso verso lo stomaco, la mente ticchetta al posto suo, le mani sono irrequiete quanto il respiro.
E allora cosa fare? Non ho gran dimestichezza con la razionalità, né con l'audacia, preferisco trovare una via di fuga, magari abbastanza comoda da potermene rimanere sprofondata nel divano.

Ho l'antidoto perfetto alla malinconia: un libro.
Di romanzi da cominciare ne ho una marea, sono quasi tutto nello scaffale ADL, Ancora Da Leggere. Ne cerco uno che sia leggero, romantico ma non strappalacrime, che abbia alte probabilità di piacermi.
Ed è lì che ti incontro: a pagina 1.  Sei appena dietro la dedica, fai capolino e ammicchi verso di me per fare amicizia. Perché tra me, lettrice, e te, protagonista, deve instaurarsi una relazione tanto stretta di sconfinare nell'empatia. Tu devi essere in grado di mostrarmi la realtà con i tuoi occhi, di farmi avvertire i tuoi sentimenti, l'incazzatura e il batticuore, devo subire i tuoi tacchi troppo alti e le speranze irrealizzate.
Io devo essere te, almeno "finché l'epilogo non ci separi".

Scorro le prime righe con un certo timore, non ti conosco, so il tuo nome grazie alla quarta di copertina, ma chissà com'è il tuo carattere.
Cerca di comprendermi, sono un po' nervosa, perché le mie aspettative sono elevatissime: io voglio sparire. Tendo all'amnesia da romanzo, per cui dall'introduzione alla parola "fine" devo dimenticarmi di me stessa, del mondo che mi circonda, dei vicini rumorosi e dei telegiornali catastrofici. 
Per non essere me, devo essere te.
Personaggio e lettrice devono fondersi in un'unica anima. La tua.

E noi ancora non ci conosciamo, ma io so di essere una persona maldestra, incerta, con la testa fra le nuvole. Forse sono più personaggio io nella realtà, che tu nella finzione. Per questo proprio non riesco svanire dentro protagoniste iperattive, dal fascino letale, l'indomito coraggio e la lingua lunga. Alcune di voi, ragazze di carta, hanno la battuta sempre pronta, mentre a me la frase giusta viene con una settimana di ritardo. Certe protagoniste sono come i saldi di Zara: vorrei tanto indossare quell'abitino glamour, ma la taglia proprio non è la mia.

E ora sono davanti a te, inizio a conoscerti e cerco di prenderti le misure. Sei abbastanza simile a me da permettermi di entrare nei tuoi panni?

L'inizio è un po' lento, tu hai le condizioni meteorologiche avverse, ti perdi nella tempesta del secolo, ma ecco che un flash-back getta la luce giusta per comprenderti davvero.
Prometti bene, sai? Potrei essere te per le prossime pagine. 
Ora mi sto avvicinando, ti scorgo meglio... Ma qualcosa non funziona.

Io non sono te.

Sei tu ad essere me.

Proprio non ci riesco, non riesco a svanire dentro il tuo mondo, perché ad ogni parola tu mi riporti indietro, nella mia stanza, tra i miei problemi. Sei così simile a me da farmi pensare a uno specchio, alla mia immagine riflessa dall'altro lato del vetro. La mia realtà si mescola con la tua finzione in una melodia stonata, che mi spinge ad alzare gli occhi dalle pagine per guardarmi intorno. Sono dentro e fuori dal libro, sono te e sono me. Non ho dimenticato nulla,  percepisco la voglia di conoscere la tua storia. Ma la mia c'è ancora, ed è troppo presente per consentirmi di immergermi tra le righe.

Tu sei me. Non sei un personaggio fittizio, sei ritagli del mio essere. 
Certo, vivi in un luogo lontano, appartieni a una famiglia diversa, ma ti vesti come me, con gli stessi occhiali e gli abiti scuri. Soprattutto, ti descrivi come farei io, con le identiche paure e desideri nascosti. Soltanto una persona che mi conosce davvero, intimamente, potrebbe raccontarmi con la stessa chiarezza.
E allora penso all'autrice, un deus ex-machina, che ha dipinto il fondale su cui ci muoviamo. 
Come ha fatto a crearti così simile a me? 
Ha mai pensato che il suo personaggio potesse assomigliarmi così tanto da disorientarmi?
Ma lei è chissà dove, a volte ci sfioriamo solo tra i social, non è tra di noi. Adesso, non importa.

Io lettrice e tu personaggio. 

Come facciamo a rapportarci?
Ce la farò a sentirmi a metà, dentro e fuori dal romanzo?

Come farò a giudicarti, recensirti, raccontarti, se non riesco neppure a riportare un estratto, perché mi sembra di espormi troppo?


Non ho ancora le risposte alle mie ultime domande, per ora il romanzo è in stand-by. Secondo voi come finirà?
E voi, che personaggi preferite?
Che relazione instaurate con protagonisti che vi somigliano troppo o troppo poco?

4 commenti:

  1. A me è successa la stessa cosa con High Fidelity di Nick Hornby, che ho letto due anni fa.
    Io e Rob Fleming siamo la stessa persona e allo stesso tempo siamo anime gemelle, ci assomigliamo così tanto che vorrei prenderlo a schiaffi e mi rendo conto che sarebbe come prendere a schiaffi me stessa. Abbiamo un rapporto complicato perché vedo in lui tutti i miei difetti e lui mi mostra com'è la vita adulta - anche se io dovrei già viverla avendo 27 anni.
    Nick Hornby ha messo me stessa e la mia vita su carta quando io avevo ancora solo sei anni ed ero solo una bambina e non sapevo che sarebbe successo.
    Per me è impossibile parlare di High Fidelity e di Rob Fleming perché sono talmente intrecciati con la mia vita e la mia personalità da rendermi troppo vulnerabile anche ai miei stessi occhi.

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    1. Esatto, è così anche per me. Parlare di questo personaggio mi fa sentire stranamente esposto.

      (Anche io dovrei vivere la vita adulta a 27 anni...ma non sono certa di starla vivendo o.O)

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  2. Wow, che bel post, Sveva *w* Spero riuscirai a leggere il romanzo in questione, magari la protagonista riuscirà a darti la forza, il coraggio o, non lo so, tutto quello che ti serve al momento inaspettato per capire/leggere meglio dentro te stessa.
    Ti capisco benissimo, comunque, anche a me è successo di ritrovarmi in ben due libri. Tre personaggi diversi che si riconducono a me, ai mieid difetti, alle mie speranze e alle mie paure. I libri li ho letti e finiti a loro tempo, ma ci sono pagine intere in cui mi ci ritrovo e il colpo al cuore non svanisce mai. Non li ho mai riletti, avrei troppa paura di riscoprirmi uguale. O cambiata, diversa.
    E' proprio vero che la nostra anima si trova nelle pagine stampate di un libro :D

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    1. Ciao Rosa :D
      Ieri ho preso coraggio ho continuato la lettura, fortunatamente il personaggio inizia a differenziarsi da me. Ma quando ripenso a quei passaggi delle prime pagine, ho ancora una strana inquietudine.
      Io non riesco a rileggere niente, se è qualcosa che mi è piaciuto molto ho il terrore di non amarlo alla stessa maniera.

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