mercoledì 31 agosto 2016

Recensione: "La felicità delle piccole cose" di Caroline Vermalle

Sono rimasta incantata dalla copertina, ebbene sì. Questi tipici souvenir con la neve mi hanno sempre attratta e trovo Parigi una delle ambientazioni migliori per i romanzi. Incoraggiata dai dibattiti intorno a romanzo, mi sono lasciata tentare, purtroppo "la felicità delle piccole cose" non mi ha convinta del tutto.

La felicità delle piccole cose di [Vermalle, Caroline]
Autrice: Caroline Vermalle
Genere: Narrativa
Pagine: 218
Formato: Cartaceo / Ebook
Prezzo: 8,00 / 5,99
Edito: Feltrinelli
Frederic sembra avere tutto. Sembra.

L'apparente, brillante, opulenza nasconde una realtà fatta di tracollo e solitudine. Un uomo divorato da ossessioni silenziose, la cui ambizione non regge il confronto con le mancanze della vita: un padre svanito, macchiato di chissà quale colpa, una passione irrefrenabile per l'arte, per quei paesaggi invernali così simili al gelo che lui deve avvertire dentro.
Ma un giorno nella vita di Frederic arriva una strana eredità, una caccia al tesoro che può essere a un tempo la salvezza dai suoi guai economici e la soddisfazione del suo più grande sogno: possedere un Monet.
Quella caccia al tesoro, fatta di biglietti e personaggi, lo condurrà molto più lontano...

La felicità delle piccole cose è un percorso interiore, un viaggio alla riscoperta di se stessi, alla ricerca del momento in cui ci siamo perduti, ci siamo fatti prendere dalla paura o dalla frenesia. Quando abbiamo perso di vista i nostri reali desideri, quando abbiamo smesso di essere chi volevamo essere davvero?
Alla ricerca di un quadro impressionista, immersi in una Parigi innevata, scortati da personaggi bizzarri e sorridenti, i lettori conosceranno la realtà oltre l'apparenza. Una realtà spesso triste, misera, scarnificata, fatta di uomini lasciati soli, di pregiudizi, di torti subiti, perchè la strada della felicità spesso passa per vicoli bui.

Questo romanzo è breve ma è molto "concentrato".
Il messaggio giunge forte e chiaro. I buoni sentimenti sembrano straripare dalle pagine, ma al contempo... manca qualcosa.
I personaggi sono tanti, troppi, e vengono dipinti con poche pennellate, come si fa in un racconto. Solo di Frederic sappiamo qualcosa in più. Manca un'introspezione approfondita, la vera conoscenza delle figure che ruotano attorno all'avvocato e alla questa stramba mappa per la felicità.
Il ritmo ne risente, andando veloce ma, paradossalmente, restando in superficie. Troppe cose da mostrare, troppi accadimenti, troppi volti, troppi messaggi. Troppo, per poche pagine. 
Questo fa della "felicità delle piccole cose" un buon libro, ma certamente non indimenticabile.

Lo consiglio a chi, pur non avendo molto tempo libero, sia in cerca di un romanzo "positivo", che faccia riflettere, senza per questo risultare pesante.
Non lo consiglio a chi cerchi qualcosa che scavi a fondo, che rimanga scolpito nella memoria come "un romanzo indelebile".


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